Blog - o blob? - scritto a quattro mani:
tutte, ma soprattutto due, che si sforzano solo il minimo indispensabile

Minimo sindacale, quattro chiacchiere in solitario
sabato, 29 luglio 2006
Il senso della vite

nasconde un gran mistero

Prendiamo tre minuti

per veder se c’è del vero



Si avvita in senso orario

si sviterà al contrario

io svito e lei si stringe

Arcano enigma della sfinge



Sarà che son negato

al lavoro manuale

Lo zen e l’arte di chiamare presto un falegname



Col senso della vite vai incontro a frustrazioni

Non trovi il verso giusto

E’ come scrivere canzoni



Provaci tu

Io vado a riposare

Provaci tu

Non ho tempo da buttare



Il senso della vite è un finto singolare

Potresti non trovarlo mai ma seguiti a girare



Lasciate ogni speranza voi che girate

Un giorno o l’altro io la prendo a martellate



Dopo tanta fatica son prossimo allo zero

lascio a voi che ci riuscite il senso della vite



Dopo tanti tentativi sono prossimo allo zero



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mercoledì, 19 luglio 2006
Me la rido di gusto.



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tratto da "Gazzetta del Mezzogiorno", 19 luglio 2006




BRUXELLES - La Legge Gasparri entra nel mirino dell’Antitrust Ue. Oggi infatti, su proposta del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, la Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per la normativa sul riassetto del sistema televisivo. Bruxelles ha in particolare inviato a Roma una lettera di messa in mora, primo passo della procedura, contestando alla legge che porta il nome dell’allora ministro per le Comunicazioni di non essere conforme alle norme comunitarie.



Bruxelles, si legge in un a nota dell’esecutivo comunitario, chiede in particolare a Roma informazioni sulla compatibilità di tale normativa nazionale con la legislazione europea sulla concorrenza nel mercato delle reti e dei servizi di comunicazione elettroniche e la nuova cornice regolamentare Ue per il settore.



In particolare, la commissione «esprime preoccupazione - si legge nella nota - per il fatto che la legge italiana finora non ha ottemperato agli obblighi stabiliti dalle norme Ue sulla concorrenza, visto che introduce delle restrizioni ingiustificate alla fornitura dei servizi di trasmissione televisiva e attribuisce vantaggi immotivati agli operatori analogici esistenti». Il riferimento è alla posizione particolare assegnata a Rai e Mediaset.



Roma ha adesso due mesi di tempo per rispondere alle richieste di chiarimenti dell’esecutivo Ue. Se la replica italiana non dovesse soddisfare Bruxelles, la Commissione potrebbe decidere di andare avanti con la procedura e persino portare l’Italia davanti alla Corte di Giustizia europea. La decisione di Bruxelles di avviare la procedura segue un ricorso presentato dall’associazione italiana “Altroconsumo”, secondo la quale la legge che regola il passaggio dall’analogico al digitale terrestre viola ben tre direttive europee oltre che diverse disposizioni Ue.



Bruxelles è inoltre «preoccupata - si sottolinea ancora nella nota - per il fatto che la legislazione italiana potrebbe precludere l’ingresso nella trasmissione digitale e la creazione di proprie reti digitali agli operatori non attivi nella trasmissione analogica». Ma non solo. La legge Gasparri «consente agli operatori esistenti (Rai e Mediaste - n.d.r.) di acquisire più frequenze per la sperimentazione digitale di quanto sia loro necessario per poter diffondere i loro programmi simultaneamente in analogico e in digitale».



Infine, scrive ancora la Commissione, «la legge consente agli operatori dominanti di mantenere il controllo sulle frequenze e le reti per le trasmissioni analogiche anche dopo la loro cessazione, in questo modo privando i loro concorrenti del dividendo digitale derivante dall’incrementata capacità di reti digitali».
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martedì, 18 luglio 2006
Con la destra ci facciamo le pippe



Manifesto apparso durante un corteo organizzato a Milano il 25 aprile 1994, a meno di un mese dalla vittoria alle politiche del Polo delle libertà (citato in "Storia d'Italia - L'Italia di Berlusconi", I.Montanelli - M.Cervi, Rizzoli 1995).
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martedì, 11 luglio 2006
Ci sono notti che
L'ipocrita moralismo su Cristiano De André fa veramente schifo. Fermo restando il fatto che sia da chiarire cosa sia successo, l'eventuale aggressione nei confronti dei carabinieri sarebbe avvenuta nella sua camera d'albergo. E quello che riferiscono i giornali con tutto il contorno di clichés sulla dannazione del figlio di padre famoso è che lui avrebbe litigato con la fidanzata (lei è uscita nuda! Vergogna! Depravazione!) e i due erano forse ubriachi. Nella loro camera d'albergo. Carabinieri, bacchettoni, provincia, e giornalisti miserabili: una storia su cui Fabrizio avrebbe potuto scrivere dieci canzoni.



Luca Sofri - www.wittgenstein.it



E ha ragione anche Piroso quando dice che la ricerca morbosa di certi particolari nulla aggiunge alla sostanza del fatto.



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lunedì, 10 luglio 2006
"Un campionato del mondo che si decide ai rigori... abbiamo vinto per un palo, un palo ha fatto la differenza.
Ci sono delle competizioni in cui si vince cosi'..."



Romano Prodi, 9 luglio 2006



Un pò come vincere le elezioni per 25.000 voti...




giovedì, 06 luglio 2006
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