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tutte, ma soprattutto due, che si sforzano solo il minimo indispensabile

Minimo sindacale, quattro chiacchiere in solitario
mercoledì, 11 aprile 2007
C'è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.

C'è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.

C'è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.

C'è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell'editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.

C'è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.

C'è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.

C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s'incontrano leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.

C'è chi nasconde i fatti perché confonde l'equidistanza con l'equivicinanza.

C'è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.

C'è chi nasconde i fatti perché l'editore preferisce così.

C'è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.

C'è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.

C'è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.

C'è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.

C'è chi nasconde i fatti perché <<hai visto che fine hanno fatto Biagi e Santoro>>.

C'è chi nasconde i fatti perché è politicamento scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l'abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.

C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.

C'è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il "dibbattito".

C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.

C'è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente soo.

C'è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.

C'è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.

C'è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.

C'è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel'ha chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.

C'è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.

C'è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare la gente che vuole ridere e divertirsi.

C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.

C'è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.

C'è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l'Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l'angolo.

C'è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla.

C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.

C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.

C'è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, <<c'è chi pagherebbe per vendersi>>.


"La scomparsa dei fatti", Marco Travaglio
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