"Si è svolto un acceso dibattito televisivo sull’antico tema: ma durante la guerra è giusto proporre l’intrattenimento? Aveva scritto Adriano Celentano: no all’intrattenimento. Ha risposto Vittorio Sgarbi ricordando che il poeta (Celentano) può dire quel che vuole ma esprime solo la sua opinione. Il vostro cronista ritiene che sia obbligatorio mantenere nei palinsesti programmi leggeri perché la vita continua, comunque. Chi scuote la testa è ipocrita. Purtroppo di guerre ce ne sono spesso"
Maurizio Costanzo, Il Messaggero, 21 gennaio 2009
Per evitare un altro inutile dibattito televisivo come questo, basterebbe raccontare la guerra semplicemente per quello che è e per quello che comporta. Senza salotti, senza il gusto della lacrima in primo piano, senza consigli per gli acquisti. Ma putroppo di ipocrisia ce n'è ovunque.
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