Blog - o blob? - scritto a quattro mani:
tutte, ma soprattutto due, che si sforzano solo il minimo indispensabile

Minimo sindacale, quattro chiacchiere in solitario
lunedì, 19 maggio 2008
"Però invecchiare insieme a me

dev'essere un'idea terrificante"
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giovedì, 01 maggio 2008

Questa volta lasciate che sia felice,

non è successo nulla a nessuno,

non sono da nessuna parte,

succede solo che sono felice

fino all’ultimo profondo angolino del cuore.


Camminando, dormendo o scrivendo,

che posso farci, sono felice.

Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,

sento la pelle come un albero raggrinzito,

e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,

il mare come un anello intorno alla mia vita,

fatta di pane e pietra la terra

l’aria canta come una chitarra.


Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,

tu canti e sei canto.

Il mondo è oggi la mia anima

canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,

lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia

essere felice,

essere felice perché sì,

perché respiro e perché respiri,

essere felice perché tocco il tuo ginocchio

ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo

e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta,

con o senza tutti, essere felice con l’erba

e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,

essere felice con te, con la tua bocca,

essere felice.


"Ode al giorno felice", Pablo Neruda
sabato, 19 aprile 2008
Ma più bello di averti è quando ti disegno

Roberto Vecchioni, Per amore mio (Ultimi giorni di Sancho P.)

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martedì, 08 aprile 2008




Which Beatles Album Are You?



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mercoledì, 24 ottobre 2007
Diseguali voglie i nostri due corpi

stanno vicini e distanti:

marito e moglie;

perché non me lo hai mai detto

che ti andavo un po’ stretto?

Questo sembrava il mio posto ma sotto sotto…



Il tuo respiro finiva ad imbuto,

e giù sorsi di vino se uscivo un minuto,

però non un fiato…

nessuno ti veda mangiare nuda del dolce avanzato.

Da quanto tempo mi guardi attraverso

ed io stupido, perso negli occhi che ho scelto



E’ la tua bocca che mi manca soprattutto,

tu sei cresciuta come un cuore nel mio petto;

se non avrò più un altro amore come il nostro

io preferisco amarti ancora di nascosto



Avrei dovuto, hai ragione,

leggerti in faccia

come una mela che è marcia e non si sa dove;

quando avrai un dolore di cui ti vergogni,

fallo sentire a parole o prendimi a pugni!



Ma tu quel difetto di parlare poco

E se io avessi avuto soltanto un sospetto,

però non è tardi per restare insieme:

siamo più grandi vedrai andrà bene.

Da quanto tempo mi guardi attraverso

ed io stupido, perso negli occhi che ho scelto



E’ la tua bocca che mi manca soprattutto,

tu sei cresciuta come un cuore nel mio petto;

se non avrò più un altro amore come il nostro

io preferisco amarti ancora di nascosto…


M. Gazzè - F. Gazzè
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martedì, 10 luglio 2007
Tu non ne avevi.

Io ne avevo una:

amavo.


Bertold Brecht

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venerdì, 29 giugno 2007
In vena di revival, Minimo e Sindacale disquisiscono sul peggior duetto musicale della storia. La dissertazione nasce tutta dall'ascolto di una delle performance meno conosciute di Max Pezzali, ai tempi in cui girava col Repetto e circa 2 tonnellate fa. Il pezzo in questione è Aeroplano e con lui cantava una sconosciuta Caterina (che dopo il memorabile incrocio di voci coll'883 ha misteriosamente fatto perdere le sue tracce). Sindacale ignora (o fa finta) l'indimenticabile duetto.

L'amarcord passa poi sulle coppie Morandi-Cola, Fabio e Alessandra Jalisse, Francesco e Giada "TuruTuruTuru". Tutti duetti di cui almeno si ricorda il motivetto. (E scusate l'abuso di dentali...)

Alla fine dell'excursus, si fatica solo a ripensare all'accoppiata Tatangelo-Stragà, di cui Minimo e Sindacale ignorano completamente l'esibizione. Se qualcuno ne ricorda le gesta, ce ne dia notizia. Ma anche no.
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sabato, 16 giugno 2007
ed io mi sento un po' un cannibale e non scrivo mai a nessuno,

non ho voglia né di leggere o studiare,

solo passeggiare sempre avanti e indietro lungo il Corso o in Galleria...


Franco Battiato
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venerdì, 25 maggio 2007
Generalmente mi ricordo

una domenica di sole

una giornata molto bella

un'aria già primaverile

in cui ti senti più pulito

anche la strada è più pulita

senza schiamazzi e senza suoni

chissà perché non piove mai

quando ci sono le elezioni.



Una curiosa sensazione

che rassomiglia un po' a un esame

di cui non senti la paura

ma una dolcissima emozione,

e poi la gente per la strada

li vedi tutti più educati

sembrano anche un po' più buoni

ed è più bella anche la scuola

quando ci sono le elezioni.



Persino nei carabinieri

c'è un'aria più rassicurante

ma mi ci vuole un certo sforzo

per presentarmi con coraggio

c'è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d'ordine e di pulizia.

Democrazia!



Mi danno in mano un paio di schede

e una bellissima matita

lunga, sottile, marroncina

perfettamente temperata

e vado verso la cabina

volutamente disinvolto

per non tradire le emozioni

e faccio un segno sul mio segno

come son giuste le elezioni.



È proprio vero che fa bene

un po' di partecipazione

con cura piego le due schede

e guardo ancora la matita

così perfetta è temperata...

io quasi quasi me la porto via.

Democrazia!



Gaber - Luporini 1976
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mercoledì, 14 marzo 2007
In piena facoltà egregio presidente

le scrivo la presente che spero leggerà

la cartolina qui mi dice terra terra

di andare a far la guerra quest'altro Lunedì

Ma io non sono qui egregio presidente

per ammazzar la gente più o meno come me

io non ce l'ho con lei sia detto per inciso

ma sento che ho deciso e che diserterò



Ho avuto solo guai da quando sono nato

e i figli che ho allevato han pianto insieme a me

mia mamma e mio papà ormai son sotto terra

e a loro della guerra non gliene fregherà



Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato

mia moglie, il mio passato la mia migliore età

domani mi alzerò e chiuderò la porta

sulla stagione morta e mi incamminerò



Vivrò di carità sulle strade di Spagna,

di Francia e di Bretagna e a tutti griderò

di non partire più e di non obbedire

per andare a morire per non importa chi



Per cui se servirà del sangue ad ogni costo

andate a dare il vostro se vi divertirà

e dica pure ai suoi se vengono a cercarmi

che possono spararmi io armi non ne ho


Boris Vian (trad. G. Calabrese)

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